Storia e principi alla base del DISC

ottobre 3, 2018 / Education

Storia e principi teorici alla base del modello e degli strumenti DISC

Il DISC è un modello descrittivo degli stili comportamentali che basa i propri fondamenti teorici e scientifici sull’osservazione dei comportamenti delle persone, la rilevazione delle somiglianze e delle differenze e sulla successiva classificazione in base a fattori comuni e ricorrenti.
Da Empedocle in poi studi medici, psicologici e filosofici illustri, pur nella diversità di intento e campo di applicazione, hanno identificato modelli descrittivi dei comportamenti basati su 4 dimensioni primarie e le loro combinazioni.
A partire da questo principio, dagli anni ’60 ad oggi sono stati sviluppati, testati e validati strumenti che permettono di identificare le caratteristiche comportamentali delle persone, scoprirne i punti di forza e le aree di miglioramento.

Storia DISC

Empedocle nel 444 a.C., fondatore della scuola di medicina in Sicilia, affermò che ogni sostanza esistente nel microcosmo e macrocosmo è costituita da 4 archetipi (radici) o elementi naturali, fuoco, aria, acqua, terra, che possono essere combinati in un numero infinito di modi.

Nel 440 a.C. Ippocrate precorse i futuri studi di personalità osservando attentamente le persone. Egli ipotizzò che diverse condizioni climatiche e territori potessero avere un impatto sulla fisionomia e sui comportamenti delle persone. Identificati 4 tipi di clima e territori e i loro effetti sui comportamenti, proseguì sviluppando la Teoria Umorale, per cui il sistema uomo è assimilabile al microcosmo (vedi Empedocle) ed è governato da 4 umori fondamentali (bile gialla, sangue, bile nera e flegma). La prevalenza di uno dei 4 determinerebbe 4 tipi di temperamento: Collerico, Sanguigno, Melanconico   e Flemmatico. Anche Galeno proseguì nell’approfondire tali relazioni tra comportamenti, fluidi e condizioni climatiche.

Il maggior contributo tuttavia fu portato solo nel 1921 da Carl Gustav Jung psichiatra, psicoanalista, antropologo e astrologo svizzero che pubblicò la teoria dei “Tipi Psicologici” dove propose una classificazione delle persone secondo la loro modalità di adattamento, di agire rispetto alla realtà. I concetti fondamentali della teoria junghiana sono atteggiamento e funzioni.

L’atteggiamento, il modo di rapportarsi al mondo esterno, la direzione dell’energia psichica si manifesta nelle 2 modalità:

  • estroversa – introversa

Le funzioni psicologiche e cognitive sono rappresentate dalle 2 coppie:

  • pensiero – sentimento relativa alla modalità decisionale-valutativa, giudizio (razionale)
  • sensazione – intuizione relativa alla modalità di percezione (irrazionale)

L’individuo nel corso della vita privilegia una funzione che ritiene più vantaggiosa.

Per spiegare le rilevanti differenze individuali, Jung combinò il modello bipolare estroverso/introverso con le 4 funzioni interne principali dando vita all’identificazione degli 8 tipi psicologici.

Jolande Jacobi, allieva di Jung, portò avanti e sviluppò la teoria analitica jungiana dedicandosi agli aspetti più applicativi.

La realizzazione del modello basato sulle 4 dimensioni e lo sviluppo della teoria del DISC sono fondati sulle ipotesi di William Moulton Marston, psicologo contemporaneo di Carl Jung, famoso per il suo fondamentale contribuito alla creazione della Macchina della Verità e del personaggio Wonder Woman.

Interessato ad osservare e studiare il comportamento delle persone nell’interazione con gli altri nei diversi contesti o ambienti nel 1929, pubblicò il suo libro “Emotions of Normal People” in cui teorizzò l’ipotesi dimensionale utilizzata oggi. Secondo Marston l’espressione comportamentale delle emozioni può essere categorizzata in 4 tipologie primarie che si muovono lungo due assi in base alle modalità differenti di percepire se stessi e di rispondere in relazione all’ambiente circostante:

  • la percezione dell’ambiente favorevole vs non favorevole
  • la risposta attiva vs passiva (assertiva vs reattiva).

Dall’incrocio degli assi si delinea un modello con quattro quadranti descrittivo dei comportamenti osservabili, il DISC, che differenzia chiaramente 4 emozioni nelle persone:

  • D Dominance – Dominanza           ambiente non favorevole e risposta attiva
  • I Inducement – Influenza              ambiente favorevole e risposta attiva
  • S Submission – Sottomissione      ambiente favorevole e risposta passiva
  • C Compliance – Correttezza         ambiente non favorevole e risposta passiva

da “Integrative Psychology” by William M. Marston; C.Daly King; Elizabeth H.Marston – Kegan Paul Trench Trubner And Company Limited (1931)

Nonostante il Modello DISC di Marston sia stato la base di molti successivi metodi, egli non lo trasformò in uno strumento di misurazione dei comportamenti e non ne realizzò il potenziale di applicazione.

Negli anni ’40 durante la II guerra mondiale, il sistema fu utilizzato dall’esercito americano per profilare e schierare correttamente le reclute. Il tenente colonnello Henry Murray identificò e introdusse nel modello i bisogni psicologici primari che ritroveremo anche nei tool successivi:

  • achievement (risultato-successo)
  • affiliation (affiliazione)
  • power (potere).

Nel 1948 Walter Clarke approfondì i concetti di Marston ponendo le basi per il primo strumento psicometrico basato sulla profilazione comportamentale DISC, che misurava i 4 fattori o vettori di personalità: aggressività, socialità, controllo emotivo e adattabilità sociale. Nel ’56 pubblicò “Activity Vector Analysis (AVA)” e il sistema, ulteriormente sviluppato, fu applicato in ambito aziendale.

Nel 1956 Isabel Briggs Myers e Katherine Briggs, partendo dalla teoria degli 8 tipi di Jung, fornirono un ulteriore contributo. Includendo, oltre alla funzione mentale prevalente preferita dalle persone, il ruolo della funzione ausiliaria identificarono 16 tipi di personalità.

Dagli anni ’60 in poi le teorie sopra descritte vennero elaborate e ne fu sviluppato uno strumento che potesse avere un’applicazione pratica e attendibile nell’ambito delle risorse umane, di cui oggi possiamo trovare diverse versioni presenti sul mercato.

Le dimensioni utilizzate dagli strumenti moderni più accreditati evoluzione del DISC, come ad esempio il Persolog® Profile System (John G.Geier, 1968) e il TTI Success Insights® (Bill Bonnstetter, 1979), riprendono le 4 categorie:

  • D Dominance – Dominanza – sfida: come approcci e rispondi a problemi e sfide, e come eserciti il potere
  • I Influence – Influenza – relazioni: come interagisci con gli altri e cerchi di influenzarli verso il tuo punto di vista
  • S Steadiness – Stabilità – affidabilità: come rispondi al cambiamento e ai ritmi del tuo ambiente
  • C Compliance – Coscienziosità – cautela: come rispondi a regole e procedure prestabilite e all’autorità

Ogni individuo possiede tutti i fattori, ma con intensità diversa e solo alcuni emergono come energie facilmente osservabili e attivabili. Grazie agli strumenti è possibile identificare i punti di forza e i punti di miglioramento del proprio comportamento e di quello altrui, aumentando la consapevolezza e quindi la possibilità di utilizzare strategie mirate per favorendo l’interazione efficace con le persone.

Bill Bonnstetter negli anni ’80 ebbe l’intuizione di predisporre la prima versione computerizzata dello strumento da cui originarono i vari tool di TTI Success Insights® . Ideò inoltre, insieme allo scozzese Andi Lothian la “Ruota Success lnsights” che analizza ben 384 possibili combinazioni e permette di visualizzare il proprio stile comportamentale rapidamente in maniera grafica nelle 60 diverse posizioni al suo interno.

Continui aggiornamenti, testing e analisi di congruenza contribuiscono a rendere gli strumenti validi, affidabili, attendibili e utilizzabili per scopi diversi sia a livello personale che all’interno delle organizzazioni.

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