Patrizia Castelli Foto - Business PlusPatrizia dopo il primo vagito decise di non voler trascorre il proprio tempo ad aspettare che gli eventi si susseguissero in modo casuale, ma si impegnò per essere motore ed artefice della propria evoluzione.

Un po’ Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento nel voler a tutti i costi coniugare valori e ideali di vita nel lavoro, un po’ Amleto che si interroga sul senso dell’esistenza, un po’ Foscolo che vuol essere ricordato dai posteri, pur senza velleità di “magna gloria”, disegnò da subito un proprio percorso di crescita e definì i propri obiettivi: “Da grande farò l’insegnante”.

E così scoprì che trasmettere passione per qualcosa è più importante della cosa stessa da trasmettere; che se non si sa entrare in relazione con l’altro individuando il suo linguaggio, intercettando le sue esigenze e ascoltando attivamente i suoi messaggi, non si può né far crescere, né insegnare né apprendere. Capacità di comprendere l’altro, al di là di quello che dice, che sembra e che vuole apparire e capacità di far dar a ciascuno il massimo di quanto è in grado di dare, nulla di più.

Oggi non più insegnante ma ancora sognatrice, ancora fiduciosa che si possa in una reciproca condivisione di idee, convinzioni, conoscenze e abilità migliorare insieme, è come allora orientata e impegnata a prendersi cura* delle persone che incontra nella vita e nelle organizzazioni (dal latino: [cūra] derivato dalla radice [ku-/kav-] osservare).

La cura è responsabilità, la responsabilità che segue l’osservazione.  Prendersi cura di una persona,  accudire il progetto di una vita altrui significa innanzitutto rispettare, stimolare e valorizzare l’altro accogliendolo nella sua unicità.

Per questo Patrizia ha orientato il proprio percorso professionale, la propria crescita e soddisfazione nello scoprire e far scoprire i talenti all’interno delle organizzazioni, nell’agevolare il processo di osservazione, consapevolezza e sviluppo di coloro con cui entra in relazione.

” Ricorda sempre che sei unico, esattamente come tutti gli altri”

– Anonimo –